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Dialetto

Tradizioni, Storie e Dialetto - Un Viaggio Autentico attraverso le Radici di una Comunità Appassionata. Scoprite le usanze di Villapiana e dei paesi limitrofi, con approfondimenti sul dialetto e scambi culturali via web.

Premessa

Appassionato di tradizioni e cultura locale, con un occhio di riguardo anche ai paesi limitrofi, vorrei mettere a disposizione degli utenti, le mie personali conoscenze che non vengono da un professionista, bensì da persona innamorata del suo territorio. Nella pagina si parlerà delle tradizioni di Villapiana, le usanze, le ricorrenze, di storia e storie. Parleremo del dialetto, a questo proposito vorrei portare alla vostra attenzione il fatto di essere coautore con il professore Gianni Mazzei, del primo vocabolario villapianese-italiano/italiano villapianese, edito da “terra d’ulivi edizioni”.

A questo proposito saranno descritte come e perché, sono nate alcune regole particolari, per aiutare nella pronuncia dei vocaboli. Parleremo delle dirette via web con le quali stiamo attivando degli scambi culturali, al momento solo in ambito dialettale, con altre regioni italiane. Non è tutto anzi c’è molto di più, pertanto vi invitiamo a seguirci e, se vi farà piacere, interagire con pareri e/o suggerimenti.

News e Articoli

Mostra Fotografica sul Pane fatto in Casa

Il 15 ottobre, presso l'Associazione Villapiana Borgo Attivo, è stata inaugurata la sede del Centro del Dialetto di Villapiana, intitolata a Maria Grazia Filardi. La cerimonia, seguita dai ringraziamenti di Federico De Marco, è stata catturata in esclusive immagini nella Galleria Fotografica che presentiamo qui.


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Il Pane fatto in Casa: sacralità che si ripete

Il pane fatto in casa è un antico rito che persiste ancora oggi. Dalla preparazione del lievito alla cottura, ogni fase è un passo nel rituale della panificazione. L'articolo rivela i segreti e i gesti ancestrali tramandati dalle donne, offrendo un viaggio nella tradizione del pane fatto con cura e dedizione.


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Inaugurazione del Centro del Dialetto di Villapiana

Sabato 15 Ottobre alle 17,30, l'Associazione Villapiana Borgo Attivo ha celebrato l'inaugurazione del Centro del Dialetto di Villapiana, intitolandolo a Maria Grazia Filardi. La cerimonia, che ha coinvolto numerosi cittadini accolti dalle Nobil Dame di Maria Antonia Bevilacqua, è stata aperta da Antonio Bria, coordinatore di VBA-News. Filardi è stata onorata come custode delle tradizioni villapianesi, con il sostegno del Consiglio Direttivo e del Presidente dell’Associazione, Prof. Oreste Bellini.

Durante l'evento, è stata svelata la targa del Centro e Federico De Marco ha espresso la sua gratitudine a nome della famiglia, sottolineando l'importanza di trasmettere le tradizioni ai giovani e coinvolgendo tutte le madri villapianesi. Nell’articolo completo anche una galleria fotografica dell'evento.


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Primo Incontro Poesia Dialettale

Sabato 25 giugno 2022, nella sede di Villapiana Borgo Attivo si è tenuto il primo incontro della sezione “Villapiana centro del dialetto”. Hanno partecipato i poeti dialettali Antonio Gerundino - Federico De Marco – Gianni Mazzei - Leonardo Alario - Vincenzo Toscani - Giuseppina Mormandi - Lisetta Cersosimo - Rocco Franco Ha preceduto la lettura la relazione di Giorgio D’Elia sul tema “nel segno di P.P. Pasolini, nel centenario della nascita”. È intervenuto Oreste Bellini, presidente VBA, ha coordinato Gianni Mazzei.

Maria Grazia Scarnecchia.

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PRIMO INCONTRO POESIA DIALETTALE | Nel segno di P. Paolo Pasolini, nel centenario della nascita
Ore 18:00 - Villapiana (CS) - Corso Umberto I - Sede dell’Associazione Villapiana Borgo Attivo

Introduce: Giorgio D’Elia | INTERVENGONO: Paolo Montalti, Sindaco del Comune di Villapiana - Ilaria Costa, Assessore alla Cultura del Comune di Villapiana - Oreste Bellini, Presidente dell’Associazione Villapiana Borgo Attivo - Coordina: Gianni Mazzei

POETI PRESENTI:
Giuseppe Rizzo, Antonio Gerundino, Federico De Marco, Gianni Mazzei, Leonardo Alario, Leonardo la Polla, Vincenzo Toscani, Giuseppina Mormandi, Lisetta Cersosimo, Rocco Franco

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La Leggenda dei Tagliolini al Latte

La leggenda ci trasporta in un giorno di fine aprile, quando la primavera dipingeva il paesaggio con i suoi vividi colori. Un mendicante, dall'aspetto umile, chiedeva cibo ai pastori, ma veniva respinto senza pietà. La storia prende una svolta sorprendente quando, alla vigilia dell'Ascensione, il mendicante si rivela essere il Redentore in persona. I pastori, pentiti del loro comportamento, decidono di redimersi dando il latte delle loro mandrie a chi ne avesse fatto richiesta in devozione a Gesù. Così nascono i Tagliolini dell'Ascensione, preparati con latte e dedicati a quella giornata speciale. Un piatto che ancora oggi porta con sé la lezione di compassione e generosità insegnata dal misterioso mendicante divino.


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"U carrüšl'" - la trottola

Le trottole, divise in tre categorie - a cucummuèll', u scrivaràzz', e u pingulatògn' - rappresentano vari livelli di potenza distruttiva. La storia descrive con dettagli appassionati la costruzione delle trottole e le tattiche di gioco. Il gioco coinvolge lanci abili e diverse tecniche, come il "tira zigagl'" per principianti o il più aggressivo "spacchè" con u pingulatògn'. Il narratore racconta con entusiasmo i tipi di lanci e le strategie utilizzate, creando un'atmosfera vibrante di competizione. Il terreno di gioco, un cerchio tracciato su un terreno duro, diventa l'arena di sfide tra due giocatori o squadre. Le regole, dal sorteggio per il primo lanciatore alla determinazione delle dimensioni del cerchio, aggiungono ulteriore complessità al gioco. La storia culmina con la descrizione del gioco in sé, con le trottole all'interno del cerchio, prigioniere o libere in base a varie condizioni. La narrazione si conclude delineando le situazioni in cui il gioco può terminare, creando un ritratto vivido di una tradizione ludica ricca di emozioni e intrighi strategici.


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Curuèmm

La Quaresima, emerge come un periodo di transizione e purificazione dopo il carnevale e le sue festività. Curuèmm, il fantoccio simbolo di questo periodo, rappresenta una figura debilitata e imbruttita, preparata con cura per sottolineare il digiuno, il pentimento e l'attesa della Pasqua. Il racconto descrive dettagliatamente la creazione di Curuèmm, un fantoccio con corpo a croce, maglione nero, testa di arancia selvatica e penne di gallina a raggiera. Le penne, sette in totale, rappresentano le domeniche di Quaresima, e una viene eliminata ogni settimana. L'ultimo atto consiste nel bruciare il pupazzo, un compito spesso affidato al più giovane della famiglia. Nella narrazione, si riflette sulla Quaresima come un periodo di digiuno non solo alimentare ma anche emotivo, con l'astinenza da relazioni intime, evidenziata dal fatto che alcuni uomini evitavano di tornare a casa durante questo periodo. La tradizione di astenersi dalla carne, intesa sia come cibo che come relazioni fisiche, emerge come parte integrante di questa pratica quaresimale. Il racconto culmina con la descrizione del gioioso ritorno alla normalità durante la Pasqua, con la fine delle penitenze e delle restrizioni. Le donne, con i loro cesti colmi di prelibatezze, si dirigono verso i parenti per festeggiare la Santa Pasqua e riunirsi in famiglia. La narrazione dipinge vividamente la dualità della Quaresima, un periodo di rinuncia e purificazione seguito dalla gioiosa celebrazione della Resurrezione durante la Pasqua.


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